venerdì 7 gennaio 2011

Per comporre con casto rigore le mie ecloghe 
voglio vicino al cielo dormir come gli astrologhi,
e sotto i campanili ascoltare sognando 
il suono alto deli inni che il vento va recando.
Su,dalla mia mansarda,le mani intorno al mento,
vedrò il lavoro fervere,con canto e movimento,
camini e guglie simili a alberi di velieri,
cieli immensi,che elevano all eterno i pensieri.

Dolce è veder fiorire,attraverso le brume,
nell'azzurro la stella,alla finestra il lume,
i fiumi di carbone salire al firmamento,
la luna ovunque effondere un bianco incantamento.
Primavera ed estate,poi autunno si levi,
quando verrà l'inverno,con le torpide nevi,
ben protetto da porte ed usci inchiavardati
ben protetto da porte ed usci inchiavardati 
costruirò nella notte edifici fatati.
E sognerò orizzonti dal colore bluastro,
giardini, getti d'acqua piangenti in alabastro,
baci,uccelli che cantano con un trillio strenuo,
tutto uel che l'Idillio possiede di più ingenuo.
La Sommossa alle pprte busserà vanamente:
Io non distoglierò dal tavolo la mente,
poiche sono immerso nell'immenso piacere
d'evocar Primavera col mio solo volere,
trarre dal cuore un sole.e questi miei infocati
pensieri in atmosfere miti veder mutati.

Charles Baudelaire
Paesaggio
I fiori del male

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